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Energia elettrica: alcuni consigli

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La “maggior tutela” ed il “mercato libero”

Il mercato dell’elettricità segue due diversi regimi: quello di “maggior tutela” e quello del “mercato libero”. Mentre nel regime di “maggior tutela” il prezzo e le condizioni contrattuali dell’elettricità sono fissate dall’AEEG, nel mercato libero le condizioni sono fissate liberamente dal fornitore-venditore di energia.

Le fasce di consumo

La tariffa bioraria prevede tre fasce di consumo: le fasce F2 e F3 (rispettivamente quella dei giorni feriali dalle 19.00 alle 8.00 e quella del sabato, domenica e giorni festivi), nelle quali l’energia elettrica costerà di meno e la fascia F1 (giorni feriali dalle 08.00 alle 19.00), nella quale l’energia costerà di più.

Come è composta la tariffa

La tariffa si compone di varie voci:

  1. il prezzo dell’energia, che incide per circa il 60% sul costo complessivo fatturato;
  2. i servizi di rete;
  3. gli oneri generali di sistema;
  4. le imposte, che incidono per circa il 14% sul costo complessivo.

Attenzione: i venditori del “mercato libero” impostano le proprie offerte commerciali, praticando in genere un sconto sul solo prezzo dell’energia e non sul costo complessivo!

E se non voglio la tariffa bioraria?

Sul mercato libero continueranno ad essere offerte tariffe monorarie. La soluzione quindi per non vedersi applicata la tariffa bioraria è quella di scegliere una formula tariffaria (adeguata alle proprie esigenze) tra quelle esistenti sul mercato libero.

Per questo si può consultare il “Trovaofferte” sul sito dell’AEEG, in cui sono riepilogate le offerte di vari venditori presenti sul mercato. Non tutte le società che vendono energia provvedono tuttavia a comunicare i dati delle proprie offerte al “Trovaofferte”. In ogni caso chi desiderasse esaminare l’offerta di un determinato fornitore, DEVE sempre farsi sempre rilasciare, per iscritto, la cd. “tabella di confronto dei costi”.

Quali sono i tipi di offerta sul mercato libero?

Esistono diverse possibili tipologie di offerta sul mercato libero. Si possono avere offerte:

  • a prezzo indicizzato, dove il fornitore pratica uno sconto percentuale rispetto alla tariffa di maggior tutela dell’AEEG;
  • a prezzo fisso, dove il costo di acquisto dell’elettricità al kwh viene mantenuto fisso per un determinato periodo (es. 1 o 2 anni);
  • a prezzo a forfait, dove si pagano cifre fisse mensili o bimestrali in base a quantitativi di consumo prestabiliti: se si superano si paga di più;
  • a tariffa bioraria si pagano prezzi diversi per fasce di consumo, ma con tariffe diverse rispetto a quelle fissate dall’Autorità.

Cosa fare per passare al mercato libero?

Per passare al mercato libero bisogna:

  • valutare le offerte presenti sul mercato (vedi “Trovaofferte” o siti delle singole società, oppure farsi rilasciare da ciascun venditore la “tabella di confronto”);
  • scegliere l’offerta che interessa;
  • rivolgersi al nuovo venditore e sottoscrivere con questo un nuovo contratto di fornitura;
  • sarà il nuovo venditore (e non il consumatore!) a dover inoltrare la richiesta di chiusura del vecchio contratto (recesso), al fornitore precedente;
  • il termine massimo di preavviso per il recesso dal vecchio contratto di fornitura è di un mese a partire dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il vecchio fornitore ha ricevuto la comunicazione di recesso (se per esempio riceve la raccomandata a.r. il 3 agosto, il mese decorrerà dal 1° settembre, e il termine ultimo per chiudere il contratto sarà il 30 settembre);
  • il nuovo fornitore deve gestire gli atti necessari nei confronti del distributore per garantire il trasporto e la consegna dell’elettricità fino al contatore del cliente;
  • trascorsi circa due mesi dalla sottoscrizione del nuovo contratto il consumatore incomincerà a ricevere le fatture dal nuovo fornitore.

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