Cuori in volo
Per chi ha malattie cardiache i viaggi in aereo non sono vietati; in realtà, anche se volare è diventato ormai una pratica molto comune, la cautela è necessaria in quanto l’aereo non è proprio il luogo ideale per stare male.
Ecco, allora, alcuni consigli (elaborati dalla British Cardiovascular Society) per i pazienti affetti dalle più comuni malattie cardiovascolari:
- Angina: nessuna restrizione se la sintomatologia è lieve, ma quando è grave meglio differire il viaggio o essere accompagnati da qualcuno ed avere a disposizione ossigeno a bordo;
- Infarto: se si ha un’età inferiore ai 65 anni, l’occlusione dell’arteria che ha causato l’infarto è stata risolta e non si sono subiti danni rilevanti al cuore, basta aspettare soltanto 3 giorni dalle dimissioni; nel caso in cui il cuore abbia subito danni significativi e si percepiscono ancora i sintomi (come la difficoltà a respirare), invece, meglio rimandare la partenza;
- Per chi ha subito un’angioplastica in elezione e senza alcuna complicazione, basta aspettare due giorni;
- Dieci giorni per chi è stato sottoposto a un intervento di bypass e non è andato incontro a complicazioni;
- Per le persone colpite da scompenso cardiaco acuto, bastano sei settimane di attesa. Mentre se si è affetti da scompenso cardiaco cronico il comportamento deve cambiare in funzione della sua gravità. Se lieve (si hanno difficoltà a respirare soltanto quando si svolge esercizio fisico) nessuna restrizione. Se grave (costante difficoltà a respirare e magari anche difficoltà ad alzarsi dal letto) è vietato viaggiare senza ossigeno e assistenza medica a seguito;
- Per chi abbia subito l’impianto di un pacemaker, 2 giorni sono sufficienti, ma soltanto se all’intervento non hanno fatto seguito complicazioni (soprattutto pneumotorace). In tal caso l’attesa dovrà essere di due settimane dopo la completa guarigione.;
- Le stesse indicazioni valgono per chi ha un defibrillatore, ma con un’accortezza in più: se il defibrillatore ha rilasciato una scarica nel periodo precedente al viaggio, occorre attendere che l’anomalia si sia stabilizzata;
- Infine, per evitare trombosi venosa ed eventi tromboembolici, la cosa più importante è il comportamento in viaggio: per le persone che non abbiano fattori di rischio che predispongono al verificarsi di questi disturbi, basta fare movimento mentre si è in volo, consumare in abbondanza bevande non alcoliche, non fumare, evitare la caffeina e farmaci sedativi. Per quanti, invece, presentano già condizioni che li favoriscono (interventi chirurgici recenti, gravidanza, obesità, precedenti episodi di tromboembolismo venoso), occorre usare calze elastiche contenitive e può essere necessario sottoporsi a iniezioni di “enoxaparina” prima del volo e nel giorno seguente. In tutti i casi, tuttavia, un consulto con il proprio medico prima della partenza è d’obbligo.
Buon volo!
