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Antibiotici: usiamoli con cautela

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“Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela”: è il titolo di una campagna lanciata dall’ Agenzia Italiana del Farmaco e dall’Istituto Superiore di Sanità, con il patrocinio del Ministero della Salute. L’obiettivo che si prefigge è quello di informare i cittadini sull’importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e solo dietro prescrizione del medico che ne accerti l’effettiva utilità, di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro suo consiglio e, soprattutto, di non assumere antibiotici per curare infezioni virali.

Il consumo inappropriato ed eccessivo di antibiotici e il conseguente sviluppo dell’antibioticoresistenza in Italia e in tutti i Paesi europei, chiarisce l’AIFA, costituisce un problema per la tutela della salute dei cittadini, perché espone al rischio di non poter disporre più in futuro di alcuna possibilità per curare per le infezioni.

La campagna sarà diffusa negli studi medici, con spot su televisioni e radio e nelle sale cinematografiche, con affissioni nelle stazioni ferroviarie, negli spazi pubblici, con pubblicità dinamica sugli autobus ed attraverso il sito www.antibioticoresponsabile.it. I cittadini possono anche rivolgersi al numero verde AIFA 800.571661 per avere informazioni sul corretto uso degli antibiotici.

Bisogna, quindi, evitare il “fai da te”: è necessario che i cittadini capiscano che gli antibiotici vanno assunti nelle modalità indicate dal medico e solo se è il medico a prescriverli, dopo averne accertato la necessità – spiega Guido Rasi, direttore generale dell’AIFA -. La sospensione precoce della terapia è tra le principali cause di sviluppo delle resistenze, poiché uccide i batteri più deboli e “seleziona” quelli più forti. Raffreddore o influenza, per esempio, non rientrano tra le cause per cui sono indicati gli antibiotici, anzi assumerli in questi casi mette a rischio la salute favorendo lo sviluppo di germi resistenti. Dobbiamo impegnarci a far capire ai medici e alle persone comuni che stiamo rischiando di non avere più a disposizione farmaci efficaci per curare malattie che oggi non rappresentano più un pericolo ma che potrebbero diventarlo».

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