Cedolare secca: cos’è?
E’ pienamente operativa la “cedolare secca sugli affitti”. Ma di cosa si tratta?
La cedolare secca è un regime opzionale di tassazione del canone d’affitto; è, quindi, un regime facoltativo che si applica in alternativa al regime ordinario.
La cedolare secca, in pratica, sostituisce:
- l’Irpef e le relative addizionali
- l’imposta di registro
- l’imposta di bollo
- l’imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione
- l’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto
Secondo quanto previsto dalla normativa, qualora si scelga di aderire al nuovo regime di tassazione, sul canone d’affitto sarà applicata un’aliquota del 21%, che scenderà al 19% per i contratti a canone concordato relativi a immobili che si trovano all’interno dei territori dei comuni con carenze di disponibilità ed in quelli ad alta tensione abitativa.
Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto) su unità immobiliari abitative locate.
L’opzione non può essere effettuata nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni; inoltre, non possono aderire al nuovo regime le società e gli enti non commerciali.
I proprietari degli immobili che si avvarranno di tale cedolare dovranno comunicare con lettera raccomandata all’inquilino la propria decisione – per il periodo corrispondente alla durata dell’opzione – di rinunciare alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nell’anno precedente.
Per saperne di più, consultate il sito dell’Agenzia delle Entrate (http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home)
