Frodi creditizie e furti d’identità: nuove disposizioni
Sono state emanate nuove disposizioni (con l’introduzione di un intero titolo – il V-bis – nel codice del credito al consumo) per contrastare le frodi creditizie ed i furti d’identità.
Ma cos’è il furto d’identità? E’ una condotta criminale che si realizza attraverso:
- l’ impersonificazione totale: cioè nell’occultamento totale della propria identità mediante l’utilizzo indebito di dati relativi all’identità e al reddito di un altro soggetto. Questa condotta può riguardare l’utilizzo indebito di dati riferibili sia ad un soggetto in vita sia ad un soggetto deceduto;
- l’ impersonificazione parziale, che consiste nell’occultamento parziale della propria identità attraverso l’impiego, in forma combinata, di dati relativi alla propria persona insieme all’utilizzo indebito di dati relativi ad un altro soggetto.
Per contrastare questi comportamenti illeciti e, di conseguenza, dare più sicurezza alle società ed agli intermediari finanziari, la norma dispone una deroga alla normativa sulla privacy.
In particolare, per le società finanziatrici sarà possibile ottenere informazioni su documenti d’identità, partite Iva, codici fiscali, dichiarazioni dei redditi, ma anche posizioni previdenziali e assistenziali dei consumatori che hanno chiesto un prestito, una dilazione o uno slittamento dei pagamenti. Il tutto attraverso un sistema pubblico di prevenzione che sarà gestito dal Ministero dell’Economia attraverso un archivio centrale informatizzato.
Al sistema di prevenzione potranno partecipare: banche (incluse quelle extra Ue) ed intermediari finanziari, fornitori di servizi di comunicazione elettronica, fornitori di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato, gestori di sistemi di informazioni creditizie ed imprese che offrono servizi antifrode.
