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Giurisprudenza – Aereo: ritardo causa urto scaletta

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Nel trasporto aereo i problemi tecnici possono essere considerati circostanze eccezionali a condizione che siano collegati ad un evento che non è inerente al normale esercizio dell’attività del vettore aereo e che sfugge al suo effettivo controllo per la sua natura o per la sua origine.

L’urto di un aereo con una scaletta mobile deve essere considerato un evento inerente al normale esercizio dell’attività del vettore aereo; pertanto un tale evento non può essere qualificato come “Circostanza eccezionale”, con la conseguenza che, in considerazione del ritardo prolungato del volo, il vettore aereo non è esonerato dal suo obbligo di versare una compensazione ai passeggeri. (Corte di Giustizia Europea, Sez. V, ordinanza del 14 novembre 2014, causa C-394/14)

Commento

Con l’ordinanza oggi commentata del 14 novembre 2014[1], la Corte di Giustizia UE ricorda che nel trasporto aereo i problemi tecnici possono essere considerati circostanze eccezionali a condizione che siano collegati ad un evento che non è inerente al normale esercizio dell’attività del vettore aereo e che sfugge al suo effettivo controllo per la sua natura o per la sua origine.

Ma veniamo ai fatti. Le signore Sandy, Emma e Nele Siewert avevano prenotato un volo del vettore Condor da Antalia (Turchia) a Francoforte (Germania); tale volo subiva un ritardo all’arrivo di oltre sei ore; pertanto le Signore hanno chiesto la compensazione pecuniaria per ritardo del volo.

La compagnia aerea Condor ha sostenuto che il ritardo era imputabile ai danni subiti dall’aereo il giorno precedente all’aeroporto di Stoccarda: il velivolo, infatti, sarebbe stato urtato da una scaletta mobile d’imbarco, con conseguenti danni strutturali ad un’ala; il che ha comportato la necessaria sostituzione dell’apparecchio. Pertanto, la Condor ha affermato che ciò configurerebbe una “Circostanza eccezionale” che la esonera dall’obbligo di versare una compensazione.

Investito della controversia, l’Amtsgericht Rüsselsheim (Tribunale distrettuale di Rüsselsheim, Germania) ha chiesto alla Corte di Giustizia se un evento quale l’urto di una scaletta mobile d’imbarco contro un aereo debba essere qualificato come “Circostanza eccezionale”, tale da esonerare il vettore aereo dall’obbligo di versare una compensazione.

Infatti, in forza del diritto dell’Unione Europea (Regolamento comunitario n. 261/2004), i vettori aerei sono tenuti a versare una compensazione pecuniaria ai passeggeri in caso di cancellazione di un volo o di ritardo di oltre tre ore; tuttavia, il vettore aereo è esonerato se può dimostrare che la cancellazione o il ritardo sono dovuti a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

Nel caso dell’urto di una scaletta mobile d’imbarco contro un aeromobile, la Corte rileva che, nell’ambito del trasporto aereo di passeggeri, simili scalette o passerelle mobili vengono necessariamente utilizzate (per consentire ai passeggeri stessi di salire e scendere dall’aeromobile); pertanto i vettori aerei si trovano con regolarità ad affrontare situazioni correlate all’impiego di tali attrezzature.

Pertanto, l’urto di un aereo con una scaletta mobile deve essere considerato un evento inerente al normale esercizio dell’attività del vettore aereo. Inoltre, niente indica che il danno subìto (nel caso di specie) dall’aeromobile sia stato provocato da un atto estraneo ai normali servizi di un aeroporto, quale sarebbe un atto di sabotaggio o di terrorismo (atti, questi, riconducibili alla nozione di “Circostanze eccezionali”).

Per questi motivi la Corte conclude che un tale evento non può essere qualificato come “Circostanza eccezionale”, con la conseguenza che, in considerazione del ritardo prolungato del volo, il vettore aereo non era esonerato dal suo obbligo di versare una compensazione ai passeggeri.

 

[1]      Quando la risposta ad una questione pregiudiziale può essere chiaramente desunta dalla giurisprudenza o quando la risposta a tale questione non dà adito a nessun ragionevole dubbio, la Corte, su proposta del giudice relatore, sentito l’Avvocato generale, può statuire in qualsiasi momento con ordinanza motivata (articolo 99 del regolamento di procedura).

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