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Minori: attenzione al web

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I bambini cominciano a navigare su Internet sempre più presto: già a 7 anni iniziano ad usare la rete; inoltre, i minori passano in media due ore al giorno sul web, ore che crescono con l’aumentare dell’età del minore.

Purtroppo, però, i contenuti dei vari siti web non sono ancora realmente appropriati, soprattutto per i più piccoli. Questo fatto non è, però, percepito pienamente dai minori, in quanto quasi tutti ritengono che on-line ci siano “cose buone” per la loro età.

Inoltre, l’alfabetizzazione digitale è ancora scarsa: sebbene gli adulti reputino i giovani “figli dell’era digitale”, la metà dei più piccoli non conosce i rudimenti in materia di sicurezza su Internet, come ad esempio configurare le impostazioni di privacy o bloccare i contatti indesiderati; il che fa aumentare i rischi legati all’uso del web.

I giovani si connettono da casa, da scuola, dal proprio telefonino o da un altro dispositivo portatile. I motivi principali per cui i ragazzi utilizzano Internet sono: fare i compiti, per guardare video, per giocare e, soprattutto, per chattare tramite servizi di messaggeria istantanea.

E poi c’è il rischio della dipendenza: il 30% dei giovani tra gli 11 e i 16 anni ha già presentato sintomi legati ad un uso eccessivo di Internet, quali navigare senza una vera motivazione, passare meno tempo con gli amici, la famiglia o a fare i compiti a causa delle ore spese on-line, o ancora innervosirsi per il fatto di non potersi collegare.

Peraltro, con il web 2.0 (siti di social networking, forum e blog) e con i telefoni ed i videogiochi connessi alla rete è sempre più vasto ed incontrollato il materiale a disposizione di minori. Ma come possono fare i genitori a controllare i contenuti cui accedono i propri figli? Esistono una serie di strumenti che consentono ai genitori di controllare e bloccare alcuni contenuti del web, ma questi sono ancora poco utilizzati.

In ogni caso sarebbe bene bloccare o filtrare i siti web ritenuti inadeguati per i propri figli e tenere traccia dei siti visitati dai minori; inoltre sarebbe utile parlare con i figli delle loro attività on line e, meglio ancora – soprattutto nel caso dei più piccoli – stare accanto a loro quando usano internet.

Non dimentichiamoci, infatti, che vi sono siti assai invitanti proprio per i giovanissimi, che contengono materiale inadatto ai bambini o che li spingono a comportamenti autolesivi.

Per la verità esistono programmi di controllo parentale, ma sono quasi tutti in lingua inglese; se volete, all’indirizzo www.yprt.eu/sip è disponibile un data base nel quale i genitori possono cercare lo strumento di controllo più adatto ai loro bisogni.

Ma anche in Italia si sta facendo qualcosa. Per saperne di più, consulta – cliccandoci sopra – le pagine di questo sito dedicate ai progetti

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