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Pacchetti turistici on line: più diritti

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Il Parlamento UE ha, finalmente, approvato le nuove disposizioni in materia di vacanze organizzate on line, modernizzando la vecchia direttiva che risaliva al 1990.

Le nuove norme riguarderanno due tipi di contratto di pacchetto turistico: 1) le offerte a pacchetto, organizzato in anticipo dall’operatore turistico o personalizzato dal viaggiatore; 2) il sistema di prenotazione di viaggi online, denominato “servizi turistici collegati”, che permette ai consumatori – come accade quasi sempre – di essere guidati alla prenotazione di servizi supplementari mediante un link disponibile dopo la prenotazione di un volo.

Più semplicemente, tutte le offerte “cliccabili” nelle quali il nome del passeggero, i dettagli di pagamento e l’indirizzo e-mail sono trasferiti tra un fornitore e l’altro ed il secondo contratto è concluso entro 24 ore dalla prima prenotazione, saranno considerate come “pacchetto turistico”; in pratica, il sito della società ‘capofila’ (ad esempio quello in cui si acquistano i biglietti aerei) è responsabile anche per il noleggio dell’auto e la prenotazione alberghiera collegati.

Le nuove disposizioni stabiliscono che, prima che i viaggiatori siano vincolati da un contratto, gli organizzatori (o i rivenditori) devono specificare chiaramente agli acquirenti che stanno acquistando un pacchetto, devono informarli dei loro diritti e di chi è responsabile in caso di problemi.

Ancora, è previsto l’obbligo per l’organizzatore di fornire ai viaggiatori gli orari indicativi per la partenza e per il ritorno, nonché l’indicazione della natura di eventuali costi aggiuntivi.

Le nuove regole prevedono anche il diritto per i viaggiatori di annullare un contratto di un pacchetto – ed ottenere il rimborso di quanto versato – nel caso in cui il prezzo del pacchetto aumenti oltre l’8% ovvero se avvenimenti “non prevedibili” (quali disastri naturali o attacchi terroristici) dovessero interessare il luogo di destinazione.

Precisiamo che gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove norme nelle rispettive legislazioni nazionali e di ulteriori sei mesi per renderle applicabili.

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