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Donazione organi

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Il consenso o diniego alla donazione di organi è una facoltà. Su richiesta esplicita del cittadino (over 18) potrà ora essere riportato sulla carta d’identità in fase di emissione o rinnovo del documento. La scelta sarà archiviata nel database del Sistema informativo trapianti, consultato 24 ore su 24.

Possiamo donare organi e tessuti del nostro corpo in caso di morte? La risposta a questo delicato interrogativo si può annotare sulla nostra carta d’identità; è, infatti, possibile dichiarare la propria volontà a riguardo al momento del rinnovo o del rilascio del documento: basterà compilare e firmare un modulo all’ufficio anagrafe del nostro Comune.

Nessuna paura: la scelta (riservata ai maggiorenni) non è irrevocabile: in caso di ripensamento, si potrà sempre modificare.

Vediamo come si fa. Chi vuole potrà dire sì o no alla donazione di organi e tessuti. Una circolare interministeriale definisce le modalità per rendere operativo il servizio; per manifestare la propria volontà o modificarla, il cittadino ha già varie possibilità. Anzitutto può recarsi nell’ufficio anagrafe del proprio Comune, in fase di rinnovo della carta d’identità e compilare una dichiarazione in doppia copia (una per l’archivio, l’altra fornita come ricevuta). In aggiunta, chi vuole annotare le proprie volontà anche sul documento dovrà farne esplicita richiesta ai funzionari: il dato sarà dunque riportato sulla quarta facciata del documento con la formula “Assenso” o “Diniego alla donazione di organi e tessuti”.

In ogni caso la propria volontà di donatori si può manifestare in qualsiasi momento presso:

  • i Crt (Centri regionali per i trapianti);
  • aziende ospedaliere;
  • Asl;
  • ambulatori dei medici di base.

Tutti i dati raccolti confluiscono in via telematica nella banca dati nazionale del Sit, il Sistema informativo trapianti. Il database viene consultato in tempo reale 24 ore su 24 in caso di accertamento di morte cerebrale. Si procede inoltre al controllo di eventuali volontà scritte dal paziente o comunicate ai familiari. Per esprimersi sulla donazione si può compilare una dichiarazione in carta libera o usare i moduli predisposti da enti pubblici (come il tesserino blu inviato dal ministero della Salute nel 2000) e privati (le card predisposte dalle associazioni dei donatori, le cosiddette donor card) da cui risultino la propria volontà, generalità, data e firma.

Il Garante della Privacy ha fornito il suo via libera a questo “trattamento di dati particolarmente delicati che attengono alle scelte più intime della persona”, invitando i funzionari che se ne occuperanno al rispetto della riservatezza. Il Garante ha sottolineato l’esigenza di informare il cittadino della facoltà di modificare in qualsiasi momento la dichiarazione annotata sul documento e di snellire e rendere più sicure le modalità tecniche di trasmissione dei dati tra Comune e Sistema informativo trapianti, nonché di ridurre il numero di informazioni trasmesse (tra le quali i dati personali dell’operatore che raccoglie la dichiarazione), sostituendole con l’indicazione della sede e dello sportello comunale.

Il diritto di ripensamento. È importante precisare che il consenso alla donazione di organi e tessuti costituisce solo un’opportunità e non un obbligo. Solo su richiesta del cittadino la dichiarazione si pubblica sulla carta d’identità. Perciò la scelta può essere revocata in qualsiasi momento perché fa fede l’ultima manifestazione di volontà.

Per saperne di più sulla donazione di organi e tessuti si può visitare il sito www.sonoundonatore.it.

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