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Salute all’estero

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Abbiamo diritto all’assistenza sanitaria gratuita all’estero? Le spese sostenute saranno rimborsate una volta tornati in Italia? Che documenti dobbiamo mostrare al medico dell’ospedale? Sono solo alcune delle domande che ogni viaggiatore si fa prima di chiudere la valigia e partire; a fare un po’ di chiarezza ci ha pensato il Ministero della Salute, anche attraverso una “app”che ci può seguire ovunque.

Il Ministero ha, ancora, realizzato una guida interattiva dal titolo “Se parto per …”, raggiungibile a questo link: guida assistenza sanitaria italiani all’estero e stranieri in Italia – Se parto per…

La “app” (scarica app) dà accesso alle informazioni sulle regole sanitarie di diversi Paesi; la guida chiede di selezionare la destinazione del viaggio e il motivo (si può scegliere tra: temporaneo soggiorno, turismo, lavoro, cure di altissima specializzazione, trasferimento di residenza o gravidanza-parto). Il turista potrà così avere accesso a una scheda con le indicazioni da seguire prima di partire per non farsi trovare impreparato da un’eventuale malessere, ma anche indicazioni su come risolvere la situazione.

Vediamo di saperne un po’ di più.

  • Quali documenti devo presentare se mi ammalo in un Paese europeo? La prima regola è quella di portare sempre con se la tessera sanitaria o Tessera europea di assicurazione malattia (Team). Nei paesi europei e in quelli compresi nell’European free trade association (Efta), (cioè l’Associazione europea di libero scambio) la Team permette di avere accesso alle prestazioni mediche necessarie, anche se non urgenti, alle stesse condizioni dei cittadini del Paese visitato in tutte le strutture, sia pubbliche che private, convenzionate con il sistema sanitario estero.
  • Le cure mediche sono gratuite? Le cure medicalmente necessarie prestate all’estero presso le strutture pubbliche o private convenzionate, sono di norma, gratuite salvo il pagamento dell’eventuale compartecipazione alla spesa sanitaria prevista dalla normativa del Paese in cui si è ottenuta la prestazione sanitaria (per esempio il ticket). Qualora il cittadino debba anticipare eventuali altre spese, potrà, al rientro in Italia, richiederne il rimborso alla Asl di residenza.
  • Cosa succede se mi ammalo in un Paese extra europeo? A garantire la salute del cittadino europeo che si ammala fuori dai confini dell’Unione ci ha pensato il nostro Paese stipulando convenzioni bilaterali con alcuni Stati. Tra questi ci sono: Argentina, Australia, Brasile, Capo Verde, Città del Vaticano e Santa Sede, Paesi dell’ex Jugoslavia (Macedonia, Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino, Tunisia: queste convenzioni prevedono un tipo di assistenza sanitaria diretta, cioè senza anticipazioni di costi.
  • E se mi ammalo in un Paese non convenzionato? Nei Paesi extra Ue o non convenzionati con l’Italia i cittadini sono tenuti a pagare in proprio le spese mediche, senza alcuna possibilità di rimborso al rientro, fatta salva la detraibilità prevista dalla legge in sede di dichiarazione dei redditi; chi si reca in questi Stati è opportuno che stipuli, prima di partire, un’apposita polizza sanitaria.
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